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Normativa Mifid II



Il 3 Gennaio 2018 sono entrati in vigore la Direttiva 2014/65/UE (cosiddetta "MiFID II") e il Regolamento (UE) n. 600/2014 (cosiddetto "MiFIR") che aggiornano il quadro normativo europeo riferito ai mercati degli strumenti finanziari, con l'obiettivo di incrementare l'efficienza e la trasparenza dei mercati, accrescendo nel contempo il livello di tutela degli investitori. Gli aggiornamenti normativi hanno impatto su tutte le imprese di investimento e su tutti i mercati europei, e impongono importanti adeguamenti in termini organizzativi, informatici e di business.

Le principali novità di questa normativa, comporteranno alcuni cambiamenti nell’operatività e nella relazione tra banca e cliente.

Le disposizioni normative obbligano le banche a classificare i propri clienti, tenendo conto di determinate caratteristiche, in una delle tre seguenti categorie:

  • Clienti al dettaglio
  • Clienti professionali
  • Controparti qualificate

A ciascuna di tali categorie è accordato un diverso livello di protezione che si riflette in particolare sugli obblighi che ogni banca è tenuta a rispettare. Alla categoria cliente al dettaglio, è riservata la massima tutela per quanto riguarda:

1. ampiezza delle informazioni che la Banca è tenuta a fornire,
2. le verifiche di “adeguatezza” e di “appropriatezza” dei servizi richiesti e/o offerti e delle operazioni poste in essere.

Per quanto concerne le informazioni esse riguardano:

  • la banca e i servizi prestati;
  • la natura e i rischi degli strumenti finanziari offerti;
  • le misure poste in essere ai fini della salvaguardia degli strumenti finanziari o dei fondi della clientela;
  • i costi e gli oneri connessi agli strumenti finanziari e/o ai servizi prestati;
  • l’esistenza e i termini di eventuali diritti di garanzia o privilegi che la banca detiene o potrebbe detenere sugli strumenti finanziari o fondi del cliente, o di eventuali diritti di compensazione che la banca detiene in relazione ad essi;
  • la gestione dei conflitti di interesse in capo alla banca;
  • la politica degli incentivi adottata dalla banca;
  • la politica di trasmissione degli ordini adottata dalla banca e quella di esecuzione adottata dall’intermediario selezionato dalla banca ad operare sui mercati

Relativamente alle verifiche di adeguatezza e di appropriatezza dei servizi richiesti e/o offerti e delle operazioni poste in essere, la banca è tenuta a richiedere ai propri clienti specifiche informazioni circa:

1. la loro conoscenza ed esperienza in materia di investimenti in strumenti finanziari
2. la loro situazione finanziaria
3. i loro obiettivi di investimento

Le informazioni di cui al punto 1 servono alla banca per poter valutare se lo strumento finanziario proposto o richiesto è appropriato per il cliente. L’acquisizione da parte della banca delle informazioni di cui al punto 2 e 3 è presupposto necessario affinché il cliente possa fruire del servizio di consulenza in materia di investimenti che la banca può prestare.


PRODUCT GOVERNANCE

Al fine di garantire un'adeguata tutela degli investitori, la normativa introduce, in capo alle imprese di investimento emittenti o distributrici di prodotti finanziari, nuovi obblighi di predeterminare il mercato target dei clienti per i quali lo strumento finanziario risulta compatibile. In particolare, le imprese di investimento che realizzano strumenti finanziari da offrire in vendita alla clientela adottano un processo di approvazione per ogni strumento finanziario e per ogni modifica significativa agli strumenti finanziari esistenti prima della loro commercializzazione.

Tale processo di approvazione del prodotto deve precisare per ciascuno strumento finanziario il determinato mercato di riferimento di clienti finali e garantire che tutti i rischi specificatamente attinenti a tale target siano analizzati prima della commercializzazione/distribuzione e che la prevista strategia di distribuzione sia coerente con il target stesso.

L'impresa di investimento deve, pertanto, conoscere gli strumenti offerti e raccomandati valutandone la compatibilità con le esigenze della clientela e fare in modo che siano offerti o raccomandati solo se nell'interesse del cliente.


TRANSACTION REPORTING

Le imprese di investimento che effettuano operazioni in strumenti finanziari segnalabili, su sedi di negoziazione oppure OTC, comunichino in modo completo ed accurato i dettagli di tali operazioni all'autorità competente (c.d. Transaction Reporting). Nello specifico, il nuovo regime di segnalazione prevede:

  • un incremento del perimetro di segnalazione sia in termini di servizi di investimento che di strumenti finanziari coinvolti, estendendo l'obbligo di reporting anche all'operatività effettuata in regime di ricezione e trasmissione ordini (in passato non oggetto di segnalazione);
  • una notevole estensione del set informativo richiesto per la segnalazione di ciascuna operazione conclusa;
  • l'introduzione di una nuova modalità di segnalazione, attraverso un soggetto certificato - ARM.

POST TRADE TRANSPARENCY

Al fine di rafforzare il processo di formazione dei prezzi e di aumentare il livello di tutela degli investitori finali, MIFID II introduce un regime di trasparenza al pubblico e alla clientela delle operazioni concluse OTC più esteso rispetto a quanto già disciplinato da MIFID I (c.d. Post Trade Transparency). Le principali novità introdotte riguardano:

  • l'estensione del perimetro di strumenti finanziari e del set informativo oggetto di pubblicazione;
  • la definizione di tempistiche di pubblicazione più stringenti;
  • l'identificazione dei soggetti responsabili della pubblicazione e della modalità con cui la stessa dovrà essere effettuata.

DOCUMENTAZIONE A SUPPORTO

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